Notti Notturne

Blog dedicato a Faber

Bobby Fischer, il più grande scacchista della nostra miserabile Storia che rifiutò il titolo di campione
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"Chi gode della mia stima ha il privilegio d'intuirlo subito"
Come dire: chi mi pesa le palle, lo capisce subito. Uguale per chi invece stimo, non ci mette molto a capirlo, glielo dico subito

sabato 28 gennaio 2012

La Baia Degli Angeli, il mito


Cielo, Mito, Speranza e Crollo

La Baia degli Angeli è stata la più famosa discoteca italiana e divenne il ritrovo di una fauna umana extralarge in tutti i sensi. La discoteca sorgeva a strapiombo sul mare, e godeva di una ampia vista panoramica. Aprì il 29 giugno 1975 e fu il mito! Discoteca più cool, si, proprio COOL, non è mai esistita e mai più esisterà. Per me, ma non solo. Le macchine come la storica 2 Cavalli Citroen, Squalo, il Citroen CX, l'Ami8, Dyane, Renault4, Maggiolino Wolkswagen...

Gabicce chiama New York risponde

Dopo un anno in cui era stata gestita come Sporting club (con ingresso riservato ai soci), il titolare e imprenditore Giancarlo Tirotti ne fece un richiamo tribale che oltre passava l’oceano. Tirotti faceva viaggi per affari negli Stati Uniti e frequentava la scena disco newyorchese. Alla metà degli anni settanta, a New York i club di tendenza avevano soppiantato la "scaletta" tradizionale dei locali da ballo, che prevedeva l'alternanza di cinque pezzi veloci con di cinque pezzi lenti (abitudine seguita universalmente). I dj suonavano sempre e solo dance music per tutta la sera, mixando un brano con l'altro. A Tirotti quest'idea piacque e decise di importarla in Italia. In un locale ascoltò le selezioni di Tom Season e Bob Day due dj con il ritmo nel sangue e li scritturò per il suo locale. La Baia fu quindi la prima discoteca italiana a suonare musica da ballo "veloce" non-stop. Inoltre la musica che si sentiva alla Baia non si sentiva negli altri locali. Bob e Tom, infatti, avevano stipulato un accordo con i rivenditori di dischi della Grande mela che assicurava loro l'esclusiva in Italia delle novità discografiche.

Bob & Tom

Bob e Tom, compagni anche nella vita, si recavano tutti i mesi a New York per scegliere le novità da suonare nel locale. La Baia fu anche la prima discoteca in Italia a chiudere alle ore 6 del mattino, per andare al Columbus a Riccione in riva al mare a mangiare le paste e cappuccino per riprendersi dall'antico baillame. Tutte queste accuratezze, sommate esplodevano in un mix di tendenze vincenti, rendendo il locale rinomato anche all'estero. Erano i tempi dove dalla discoteca venivano lanciati raggi laser in cielo, una "stella cometa", un richiamo al centro di tutto, così sapevamo dove orientarci per raggiungere il locale, l'aiuto serviva, ve lo garantisco. Alla ricerca della Luce, era da vedere un po’ così, a quell’età, dai 18 ai 25 anni. Una sera nell'estate del 1979 vidi una giovanissima e bellissima Loredana Bertè con tre machi al seguito e cotta dura, anzi proprio sbronza. Vidi anche Grace Jones come una sequela di dj che all'epoca erano dei musicisti "falliti", il ritmo l'avevano nel sangue, non come quelli di oggi che non sanno fare un mix degno di quest nome.


Irrompere l'immaginario

Anche in questo la Baia fu la prima in Italia. Irrompere l’immaginario. L'interno dell'edificio ospitava ambienti fastosi ed eleganti, in cemento bianco con foto di Marylin Monroe sparse. Tutto l'interno era illuminato da una batteria di fari posta su un braccio meccanico che poteva muoversi da una pista all'altra. La pista da ballo centrale era circondata da due piscine, mentre un'altra piscina era sovrastata da una passerella in cristallo sulla quale i clienti potevano ballare. La consolle del disc-jockey era posta all'interno di un ascensore con le pareti di vetro. Il dj poteva quindi, a piacere, salire al primo piano, dove aveva una vista completa della pista esterna, adiacente alla piscina. Era anche presente un negozio di abbigliamento che si chiamava Happy Fashion.
(nella foto Grace Jones, a sinistra Daniele Baldelli e a destra Mozart, i Dj della Baia nel 1980)

Baldelli, Mozart e Rubens

L'importanza del locale fu evidente nel triennio 1976-1979, quando la Baia si ritagliò la fama di luogo di tendenza grazie alle scelte musicali innovative ed all'orario prolungato fino all'alba. Bob e Tom lasciarono il locale alla fine del 1977, sostituiti da Daniele Baldelli con Mozart, che diventerà un personaggio simbolo del locale. La Baia faceva conoscere la propria musica anche con le audiocassette registrate dal vivo. Così, anche chi non poteva andarci (a metà degli anni settanta pochi giovani possedevano un'auto propria) poteva ascoltare il suono di Baldelli e Mozart. Le selezioni dei due dj era uniche e mai sentite prima. Mostrando un'attitudine e una versatilità non comuni, mixavano la disco (la disco music di Season e Day) con l'elettronica dei Kraftwerk e il jazz-rock di Jean-Luc Ponty, inserendo il funky come il collante di tutto.



Crollò il mondo, iniziò la fine

Nel 1979 la discoteca si trovò al centro di un fatto di cronaca nera. Nel parcheggio del locale venne ritrovato un giovane deceduto in stato di overdose. In seguito all'inchiesta, il locale fu chiuso. La proprietà cercò di riaprirlo col nome di Nepentha, l'angelo della Baia per antonomasia, con lo slogan "L'unica droga è la musica". Questo locale ebbe poco successo, tanto che la nuova avventura terminò dopo circa un anno. Erano cambiati i tempi. L'energia irruenta che c'animava come fa l'argento vivo dei 2o anni, stava per lasciare il posto alla saccheggio di molte anime. E le vene si aprirono al Brown sugar, Bianca, Oppio fumato con pipe sottili e lunghissime, Morfina 0.1 e 0.2, Anfetamina, Eptadone. La devastazione prese piede per esplodere da lì a due anni come una bomba fors'anche da qualcuno innescata. L'eroina nel 1980 la trovavi in ogni angolo del locale e la rotta non era più quella giusta. Era crollato il mondo, non c'era più quella magia, quell'energia durata appena 3 anni. La morte di quel ragazzo ne anticipava tantissime altre. Tempi tristi e disumani. Da lì, tante persone che saluto, per quanto retorico e penoso possa sembrare, anche se non ci sono più