Notti Notturne

dedicato a Faber

Bobby Fischer, il più grande scacchista della nostra miserabile Storia che rifiutò il titolo di campione
del mondo di scacchi contro Boris Spasskij, disse nel 1978:
"Chi gode della mia stima ha il privilegio d'intuirlo subito"
Come dire: chi mi pesa le palle, lo capisce subito. Uguale per chi invece stimo, non ci mette molto a capirlo, glielo dico subito

mercoledì 23 febbraio 2011

Tornando a Maria con Bernardo...


Dopo la morte di Maria, il regista Bertolucci ha detto: "VOLEVO CHIEDERLE SCUSA. La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e almeno per una volta, chiederle scusa". Infatti la Schneider si era sentita "usata" dal regista. "Brando e Bertolucci mi manipolarono, usandomi senza alcun riguardo. Ci ho messo molti anni per perdonare: ero proprio infuriata", confessò a suo tempo quella donna francese dal volto inquietante per la sua innocenza. Maria incolpò il suo regista di aver carpito offeso la sua ingenuità. A complicare le cose ci furono scompensi psicologici e una progressiva dipendenza da stupefacenti di lei. Ha esordito in teatro non ancora quindicenne, senza aver mai ricevuto lezioni di recitazione. Due anni più tardi ottenne il suo primo ruolo per il cinema con una piccola parte in "L'albero di Natale" del 1969 di Terence Young e, nello stesso anno, in "Madly". Infine "Il piacere dell'uomo" (1969) con Alain Delon. Si affermò tuttavia solo con "Ultimo tango a Parigi" e con l'interpretazione della misteriosa amante di Jack Nicholson in "Professione: reporter", di Michelangelo Antonioni. Subito dopo il successo di "Ultimo tango a Parigi", Maria Schneider dichiarò con vero coraggio ai media, la sua bisessualità, senza dimenticare che il lesbismo era ancora più osteggiato rispetto all'omosessualità nei mitici anni '70. Nei primi mesi del 1976, durante le riprese di Caligola, fu licenziata dalla produzione per il suo rifiuto a girare scene di nudo. Il licenziamento le provocò una crisi nervosa tale da dover essere ricoverata in un ospedale psichiatrico. In quella occasione fu sostituita dall'attrice Teresa Ann Savoy. Il 1979 fu un anno turbolento segnato dalla tossicodipendenza, alcol e un'overdose e da un conseguente tentativo di suicidio. Nel 1980 dopo un lungo periodo di riabilitazione tornò alle scene cinematografiche e teatrali. Nel 1996 ha prodotto un disco-tributo a Lucio Battisti dal titolo Señor Battisti, di cui era anche interprete insieme a Cristiano Malgioglio. È morta il 3 febbraio 2011 a 58 anni, dopo una lunga malattia, ed è stata sepolta a Parigi, nel Cimetière du Père-Lachaise.


Ho la sensazione "immotivata" che non solo Bernardo Bertolucci viva qualche rimorso.